… Ma, diamine, si alzi qualcuno e lo dica!
Celentano a Sanremo. Scrivono, scrivono. Commentano, commentano… Guardano lo share… Filosofeggiano sui significati… Riempiono pagine sui giornali… Probabilmente sono io un cretino… non ci arrivo. Me ne scuso. Non riuscivo proprio a seguire un minimo di pensiero coerente, un minimo di verità logica. Ho visto e ascoltato solo il vuoto. Un vuoto pneumatico, errabondo per sentieri incerti. Quasi narcotizzante.
So di essere fatto per il Paradiso… non c’era bisogno che me lo ricordasse un re, peraltro ben pagato (anche da me). Ma quel vuoto, quel vuoto… ignora padri della Chiesa, magistero petrino, poeti, filosofi, santi che lo hanno riempito e che il Paradiso già se lo sono conquistato. Preferisco seguire la loro strada. Mi sembra senz’altro più sicura.
Belli e brutti.
Il Natale è il giorno di una nascita. Il Natale è il volto di un bambino, il vagito con il quale inizia quel misterioso cammino d’amore che è la vita di ogni uomo: “se oggi ascoltate la sua voce, non indurite i vostri cuori”, dice il salmista. Nel presepe si fa visibile l’amore che genera la nascita di ogni uomo.
“Buon Natale” a te che ami la vita, allora! “Buon Natale” a te, che la accogli nella culla della tua famiglia! E “Buon Natale” anche a te, che resti un po’ perplesso di fronte a questo confuso messaggio! In fondo al tuo cuore, però, c’è sicuramente l’anelito all’amore. E allora… Possa tu sentire la voce dell’amato drizzando le orecchie del cuore. Il resto lo farà Lui. Oggi è il giorno favorevole: “se oggi ascoltate la sua voce, non indurite i vostri cuori”.
Fiorello e lo stupido elogio della Vulgata Comune.
La parola proibita: “preservativo”. La trasgressione dei miei stivali: “ditelo tutti insieme: pre-ser-va-ti-vo”. La (finta) bacchettata alla Mamma Rai bacchettona. Il semplicistico parallelo difesa dall’Aids – uso del preservativo… Tutto, tutto quanto di più stantìo la Vulgata Comune propone sull’argomento è stato detto nel “più grande spettacolo dopo il week-end”. Dimenticavo, il tutto condito da quell’aria di filantropico, buon professore delle medie, quello che (lui sì) può aprire gli occhi ai nostri figli! E’ triste. Ma se vuoi uno share da record, se vuoi veramente fare il “più grande spettacolo dopo il week-end”, ti devi accodare alla cultura dominante, al semplicismo degli slogan, alle battutacce dietro le quali lasci intendere che ci sia chissà quale verità… Eppure no, non è così.
No. Innanzitutto il sesso non è un gioco, un passatempo, un atto tecnico, ma parte dell’Amore. E l’Amore non è possessività, che spinge ad usare l’altro come uno strumento di soddisfazione delle proprie voglie, ma dono di sé, il dono completo di sé. Non esiste l’Amore fino a un certo punto, esiste l’Amore. Se è “fino a un certo punto” non è Amore, è qualcos’altro. E l’Amore non può essere che fecondo, creativo, perché Dio è fecondo e creativo. Questa dovrebbe essere la base di ogni insegnamento ad un adolescente. Se non parti da lì, da cosa è l’Amore, stai riducendo un suo aspetto meraviglioso, un qualcosa che ti fa partecipe della creazione, collaboratore di Dio, che ti proietta nell’eternità, a un mero atto tecnico. Stai dando via una perla ai porci. Altro che salva-la-vita!
Ma anche volendo sorvolare sull’entusiasmo con cui veniva pronunciata la parola (“pre-ser-va-ti-vo!” Insomma, sembrava voler dire, non avete capito che “è cosa buona”?) e volendo prenderne solo l’aspetto medico, l’utilizzo come “male minore” nella lotta epidemiologica, bisognerebbe spiegare ai poveri telespettatori che è tutt’altro che cristallina l’efficacia del mezzo nell’impedire la diffusione dell’Aids. E’ infatti scientificamente provato che anche il preservativo non garantisce al 100%. Esiste comunque la possibilità del contagio, viste le dimensioni minuscole del virus in rapporto alla porosità del materiale e considerate le possibilità di rottura: 5-10% dicono gli studi. Ora, il paese che ha ottenuto i più grandi risultati nella lotta all’Aids è l’Uganda, dove è stata fatta una grande campagna di informazione mettendo in guardia, soprattutto, da comportamenti sessuali particolarmente esuberanti, con cambio frequente di partner e di partner “a rischio”. Perché? Perché, anche se è vero che la possibilità di rimanere infettati, usando il preservativo, è bassa, è pur vero che se tu, sentendoti sicuro del salva-la-vita, ”rischi la sorte” tutti i giorni, con persone diverse e a rischio, rischia oggi, rischia domani… Alla fine la malattia te la becchi lo stesso (è un po’ come attendere un numero ritardatario al lotto!).
Tutto questo, però, non si adatta alle esigenze di semplificazione di sua maestà lo share… per cui: “Salva-la-vita, pischelli!”, insegnarvi la verità può attendere!
Filed under: cultura e società, politica | Tag: berlusconi, intercettazioni, magistratura
… e questo, purtroppo, lo sanno tutti.

Si avvicina il momento in cui sarà possibile dare un giudizio politico su una vera e propria era, quella del Cavaliere. Appena ho un po’ di tempo vorrei affrontare questo argomento anche sul blog.
Ma oggi sottopongo alla vostra attenzione di persone dotate di un tot di intelligenza e di imparzialità (anche poca!), un paradosso: l’uomo più intercettato del mondo, spiato, fotografato di nascosto, sbertucciato sui giornali, colui del quale hanno riportato a piene mani virgolettati su virgolettati di commenti telefonici… bene, questo uomo viene rimandato a giudizio perché sul giornale di famiglia ha lasciato pubblicare una, dico una, intercettazione telefonica riguardante persone (D’Alema e Fassino) che non fossero lui. Nessuno, per la pubblicazione delle migliaia di intercettazioni che lo riguardavano, è stato neanche chiamato a chiarire. Ma… tant’è… qua si è di fronte al Male personificato…
Ecco, rifulge, per chiunque abbia due occhi non foderati di prosciutto, la barzellettesca imparzialità di un potere dello Stato. I daiachi tagliatori di teste sperano di spianare la strada al perfido Sir Brooke e stanno per avere la meglio sul povero vecchio Yanez stanco, una simpatica canaglia che li ha tenuti in scacco per anni. Chi ci salverà? Dov’è Sandokan?
… e la scelta di un sindaco.

Napoli è assediata da mille problemi, ma la seconda emergenza rifiuti, a distanza di tre anni dalla prima, sembra di nuovo sommergerla. Con una di queste montagne maleodoranti sotto casa, sono costretto a sorbirmi la campagna elettorale e un duro faccia a faccia tra i due candidati sindaco che si affrontano nel ballottaggio. Nel vederli, nel sentirli, non riesco ad appassionarmi. Mancano i “miei” valori, manca un approccio di ampio respiro (quello che ti fa dire che “anche la politica può essere bella”). Restano lezioncine imparaticce mandate giù a memoria, frasi fatte che potresti ripetere ad un esame (universitario?) per restare a galla… Nulla di più.
Eppure è necessario votare. Certamente la responsabilità della situazione attuale è da addebitare alle scelte confuse, o meglio, alle non-scelte, di una sinistra che governa la città da tempo immemorabile (Valenzi, Lezzi, Bassolino, Iervolino…). In materia di rifiuti, spalleggiati dalle frange dell’ecologismo più becero, sono stati capaci di dire sempre no a tutto e tutti, senza proporre alternative concrete. La nettezza urbana e la gestione dei rifiuti è una competenza prettamente locale, ma tre anni fa Berlusconi, utilizzando in emergenza l’esercito e la protezione civile, risolse provvisoriamente il problema dall’alto, aprendo nuove discariche e lasciando alle amministrazioni locali “altri due anni di respiro”. Nel frattempo, mentre le discariche si riempivano, era necessario predisporre un “ciclo dei rifiuti” che funzionasse (raccolta differenziata e riciclaggio, il resto in discarica e poi “termovalorizzato”, utilizzando la discarica come serbatoio provvisorio). Non entro nemmeno nel merito nuovo inceneritore sì – nuovo inceneritore no. Noto solo che in tre anni nulla ha fatto la nostra classe politica. Ora le discariche si sono riempite e siamo punto e a capo. E in campagna elettorale deridevano pure Berlusconi che prometteva un nuovo intervento! Il bue che da del cornuto all’asino!
E allora. Esiste una responsabilità politica di questo sfascio? Certamente. Ma ora proprio quella stessa sinistra che governa Napoli da tempo immemorabile sale sul carro di De Magistris e, urlando i soliti slogan demagogici e utopistici delle frange più estreme, si propone come il cambiamento rispetto a se stessa. Gattopardesco! Dall’altra parte una destra che, con la vittoria in tasca di fronte alle rovine lasciate dall’avversario, non riesce a proporre uno straccio di candidato noto, credibile, autorevole, nettamente al di sopra della melma cittadina. Ecco, ovviamente voterò per la destra, perché temo il peggio del peggio, ma consapevole che si tratta semplicemente del male minore. Povera Patria!
… è seme di nuovi cristiani!

Si resta a dir poco sconcertati non tanto di fronte a persecuzioni così palesi, come quelle sfociate nelle recenti stragi alle Messe della Vigilia di Natale in Nigeria (leggi l’articolo del Sole 24ore, non di un quotidiano cattolico!), quanto leggendo il resoconto che ne fa un “grande” (forse in passato) giornale nazionale, che liquida la questione, di fronte alla quale il governo italiano ha addirittura convocato l’ambasciatore nigeriano, con un fintamente salomonico, ma in realtà sulfureo trafiletto: “scontri tra cristiani e musulmani“. Pessimo servizio alla Verità, al giornalismo, alla democrazia… di cui tanto, da certe parti, si ciancia!
Mi è venuto allora alla mente un versetto del salmo 56: “hanno scavato innanzi a me una fossa, ma sono loro che ci sono caduti”, ed è accorso in mio aiuto il grande S. Agostino, sicuramente ben più misericordioso di me, il quale, con mirabili parole, esorta i persecutori ed i loro fiancheggiatori a convertirsi:
“Coloro che perseguitarono Cristo, non hanno danneggiato Cristo ma se stessi. E non crediate, fratelli, che questo sia accaduto soltanto a loro. Chiunque prepara una fossa per il fratello inevitabilmente vi cade. State attenti, fratelli miei! Abbiate occhi cristiani e non fatevi ingannare dalle cose visibili. Udendo le mie parole, qualcuno di voi, forse, si sarà ricordato di quel tale o tal altro che voleva ingannare suo fratello e lavorava per tendergli insidie. Gliele ha tese, difatti; è riuscito nello scopo: il fratello è caduto nell’insidia, è stato spogliato, oppresso, chiuso in carcere, imbrogliato da una falsa testimonianza o sotto il peso d’una qualche accusa nefanda. Ecco, questo fratello sembrerebbe uno schiacciato, l’altro invece fa la figura del dominatore; uno lo diresti sconfitto, l’altro sarebbe il vincitore: e ti verrebbe da concludere che sono false le parole che abbiamo dette, cioè che chiunque avrà scavato una fossa per il suo fratello inevitabilmente vi cade. Vi interrogo da cristiani, esortandovi a prendere l’esempio da cose che già conosciamo. I pagani perseguitarono i martiri: i martiri furono catturati, incatenati, gettati in carcere, abbandonati alle belve… Ebbene, forse che i persecutori vinsero e i martiri furono vinti? Certamente no. Cerca la gloria dei martiri! E’ presso Dio. Cerca la fossa dei pagani! E’ nella loro coscienza trafitta: poiché proprio la coscienza malvagia è la fossa nella quale cade l’empio” (En. in ps., 56).
…irresponsabili!

Ma insomma, le corbellerie che sono capaci di dire sui disordini di Roma stanno veramente passando il segno. Ormai da certe parti non si ragiona più, il sangue agli occhi offusca la vista. L’odio, seminato per anni nei cuori, li ha resi ciechi. Signori, per cortesia, fermiamoci un momento, cerchiamo di vedere i fatti, cerchiamo di fare giornalismo e non giornaletti, controlliamo le fonti… Parliamo solo quando siamo certi di qualcosa… Allora. Invece di condannare, senza se e senza ma, le azioni squadristiche (questo è il nuovo fascismo, altro che La Russa!) la sinistra cosa fa? Inizia a preparare l’alternativa? Discute al suo interno di identità, valori, programmi? No. Comincia la tiritera stantìa del complotto, degli infiltrati, della Digos e dei servizi, che ovviamente vanno difesi quando permettono che i paparazzi fotografino Berlusconi fin nel cesso e diventano una specie di Kgb quando fanno il loro mestiere.
La storia degli infiltrati, poi, è paradigmatica. Finocchiaro et similia hanno cominciato portando i loro dati di fatto:
1. Il giovane con la pala (quello delle foto pubblicate a caldo subito dopo gli scontri) è un infiltrato, armeggiava disinvoltamente in una camionetta! Peccato che sia stato arrestato e sia un minorenne, figlio di un ex BR… e non armeggiasse disinvoltamente lì, ma rubasse sfollagente ed altro in quella camionetta…
Non paghi, vedendo che non era più possibile nascondere la prima corbelleria, hanno iniziato a sparare più in alto. Anzi, hanno cominciato a spararla più grossa:
2. Le suole delle scarpe degli agenti sono uguali a quelle di alcuni manifestanti. Guardate la foto! Questa è bella! Nel delirio d’odio che impedisce loro di controllare anche minimamente le fonti di una notizia, non si accorgono che si tratta di una foto di disordini polizia-black-bloc avvenuti tempo fa in… Canada! L’hanno presa da internet… Ma almeno le divise, non le avete viste?
A questo punto restano un paio di giorni zittiti, ma sempre pronti a evocare misteriosi poteri che muovono le nostre forze di polizia, e poi, ieri, la nuova “prova”:
3. Il Tg3 mostra un giovane, sicuramente uno della Digos, che colpisce un ragazzino minorenne con un casco. Il ragazzino minorenne deve essere ora operato al cervello, quindi c’è poco da ridere. Ma il giovane che lo ha colpito, invece che uno della Digos, è un “dimostrante” ventenne del quale si conosce nome e cognome. Vista la sua foto su internet si è rivolto all’avvocato che, oggi, dice: ““Voleva semplicemente che il corteo non subisse rallentamenti, per portare così la protesta, la protesta di un precario, di un giovane che non ha un contratto stabile, davanti al Senato”. A furia di stare in mezzo ai violenti si diventa violenti, la rabbia che si accumula da qualche parte dovrà pur essere sfogata!
Ma rilanciare cento volte una bugìa non serve a renderla verità. Per di più, cosa insegnate così ai vostri figli? Tuo figlio si trova lì, ad assaltare una camionetta della polizia (ci sono le foto) e tu non sai dire altro che, in fondo, è “un buon ragazzo”, che nel tascapane aveva solo una mela? Ma lo vedi dove stava? E te la prendi con la polizia troppo violenta? Gli stai insegnando così a tenersi lontano dalla violenza? Cosa stai seminando nel cuore del tuo ragazzo? Io lo so… gli stai insegnando che per avere più giustizia è necessario combattere senza giustizia, gli stai insegnando che il fine giustifica i mezzi, che il nemico va abbattuto con la guerra… Cari genitori, che vi siete bevuti i miti fasulli rivoluzionari, siete voi i primi ingannati! Millenni di storia e di rivoluzioni non hanno creato l’uomo nuovo! La vera guerra, quella santa, è quella che si combatte nel cuore, tra il bene e il male, tra il Vero e il falso, perché è la Verità che ci fa liberi. Se non si passa da lì non c’è giustizia, non c’è bene comune, non c’è pace. La responsabilità, ecco cosa dovremmo insegnare ai nostri figli.
… la ragione si è già eclissata!

L’ANM esprime “preoccupazione” perché il Ministro della Giustizia si è permesso di inviare gli ispettori per accertamenti sulle scarcerazioni dei manifestanti accusati di aver partecipato agli scontri romani del 14 dicembre. “Siamo di fronte ad una indebita interferenza nello svolgimento dell’attività giudiziaria – tuona l’imparziale organizzazione togata - si rischia di pregiudicare il regolare accertamento dei fatti e delle responsabilità dei singoli”. “La nostra condanna degli episodi di violenza cui abbiamo assistito – affermano in una nota presidente e segretario dell’Anm, Luca Palamara e Giuseppe Cascini – è ferma e netta e l’Anm esprime solidarietà agli appartenenti alle forze dell’ordine che sono rimasti feriti nello svolgimento delle loro funzioni”. “Ma – aggiungono – abbiamo il dovere di ricordare che alla magistratura è affidato il delicatissimo compito di accertare responsabilità individuali, di verificare la fondatezza delle accuse e di valutare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione di misure cautelari, a partire dai fondamentali principi della presunzione di non colpevolezza e di assoluta eccezionalità della custodia in corso di processo. Sono principi che sovente molti politici ci ricordano in occasione di inchieste che toccano la pubblica amministrazione e che troppo facilmente vengono dimenticati in altre occasioni” (Il Giornale 17.12.2010).
Senza voler entrare nel merito dei singoli casi, commenterei solo le parole di questa nota, esempio sconcertante di faziosità. Molti politici sovente ricordano i principi della presunzione di non colpevolezza ecc.ecc., è vero. Ma è pur vero che troppi magistrati se ne sbattono! Quanta gente lasciata lì a marcire per mesi sulla base di un sospetto! E poi scarcerata. Quanti suicidi! Nessuna nota dell’ANM per loro. I “fatti” (e non le chiacchiere) testimoniano, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto questo “garantismo” sia a senso unico! Pronti a garantire la “presunzione di non colpevolezza” solo ai ”compagnucci” che sbagliano. Solo il ragazzo con la pala sta ai domiciliari (ah, dimenticavo, è l’infiltrato!), ma là, purtroppo, non c’era proprio niente da fare! Non è bastato nemmeno Santoro a salvarlo! E gli altri… Era poi così folle tenerli dentro fino al processo? In fondo non è tra un anno ma tra una settimana…
… alla testa di utili idioti.

Fin dalla gioventù ho sempre pensato (concordando, per la verità, con la vox populi) che l’Università fosse una delle istituzioni più marce della Repubblica. Dove i “baroni” decidono chi entra e chi esce. Dove nei concorsi interni si sa già chi deve vincere. Dove il merito passa sempre in secondo piano. Dove si sistemano figli e nipoti fino alla quarta e alla quinta generazione e si sfrutta il precariato fino all’inverosimile…
Evidentemente mi sbagliavo. A questi “bravi giovani” sta bene così. Non si domandano “chi”, veramente, comanda all’interno dell’Università? La sinistra o la destra? A chi fa comodo che tutto resti così? E chi è che ha moltiplicato gli insegnamenti e i precari fino a rendere tutto ingestibile? Proprio chi vorrebbe, oggi, dare lezioni (anche se proposte concrete non mi sembra ce ne siano).
La violenza della protesta poi… Quando lo squadrismo proviene da una certa parte politica nell’immaginario collettivo diventa quasi una “ragazzata”, un eccesso di esuberanza. Anzi, pur se a chiacchiere non si può fare a meno di biasimarlo, nei fatti conviene attizzarlo salendo sui tetti! In fondo, per costoro, il Parlamento è il luogo sacro dove il popolo esprime la sua sovranità solo se la sinistra è al governo e lo controlla. Aspettiamoci allora di rivederli presto in piazza “in difesa della demokrazia”. La loro, ovviamente.
…emergono (camuffati) dalla storia del ’900.

Nell’ultima puntata della trasmissione del momento, “Vieni via con me”, la demokratica Rete3 ha fatto la sua propaganda giornaliera sul tema dei “valori”. Sui “valori”, infatti, poggia le basi la dignità di ogni scelta politica, come ben sa ogni buon manipolatore delle coscienze e dell’opinione pubblica.
Ci è stato così propinato un elenco di valori, uno della cosiddetta “destra” ed uno della cosiddetta “sinistra”. A declamare questi elenchi sono stati chiamati i due campioni delle parti, finti antagonisti ma in realtà facce opposte di una stessa medaglia: la medaglia del relativismo. Nel recitare un rosario di luoghi comuni sulla necessità di essere probi e onesti, di difendere i deboli, di garantire la legalità (valori universali, altro che destra e sinistra!), i due si differenziano solo per mettere l’accento uno più sui doveri e sulla nazione, l’altro più sui diritti e sul lavoro. “In fondo l’accordo si può trovare”, si propone al buon senso dell’ascoltatore: basta riunire i due elenchi ed ecco l’uomo perfetto! Bene, con questa losca ed inverosimile semplificazione cercano di iniziare la campagna elettorale.
Cosa ne penso? Peccato che questo comizietto se lo siano organizzati anche coi soldi miei, alla faccia del servizio pubblico! Trovo quanto meno risibile che a cercare di codificare questi valori siano stati chiamati due figli dei grandi totalitarismi che hanno funestato il ’900. Un post-comunista e un post-fascista. E non vi stupisca che, in fondo, li troviate abbastanza compatibili. Anche guardando il filmato di una vecchia parata militare stalinista o hitleriana non è che si notino grandi differenze! E allora… cosa unisce Fini e Bersani, campioni scelti dall’intellighenzia che schiaccia sotto il suo tacco, culturalmente parlando, il nostro paese? L’idiosincrasia per la Chiesa e per i suoi valori. Quelli che, veramente, checché ne dicano gli euroburocrati, hanno fatto l’Occidente e l’Europa. Alla fine, però, i demokratici a senso unico si sono traditi: palcoscenico a Welby! La morte scambiata per vita, il male per bene. Chi la pensa diversamente zittito, cassato, inesistente (se penso che hanno pure scioperato per la libertà d’informazione… resto basito).
Finalmente, oggi, se n’è accorto anche Avvenire, ovviamente censurato per l’occasione da tutte le testate politically correct. Impariamo a fare molta attenzione, allora, come cattolici! E a pregare per avere discernimento, districandoci tra le menzogne e finanche i finti preti chiamati a corte per farci confondere. Ma, soprattutto, impegnamoci a rievangelizzare l’Europa, il cui cuore è stato ferito a morte dalle false ideologie del ’900. Tutti i valori, infatti, diventano veramente relativi e intrisi di sterile moralismo se non si risponde prima alle domande che ogni uomo si fa fin dall’inizio dei tempi. Quelle domande che troppi eludono e alle quali troppi non sanno rispondere: Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Perché vivo? A queste domande il cristianesimo dà una risposta seria, convincente, Vera. Se non si risponde prima a queste domande non ha senso parlare di valori.






