il blog di Topenz


SALVA LA VITA, PISCHELLI?
dicembre 7, 2011, 6:36 pm
Filed under: cultura e società | Tag: , , ,

Fiorello e lo stupido elogio della Vulgata Comune.

 La parola proibita: “preservativo”. La trasgressione dei miei stivali: “ditelo tutti insieme: pre-ser-va-ti-vo”. La (finta) bacchettata alla Mamma Rai bacchettona. Il semplicistico parallelo difesa dall’Aids – uso del preservativo… Tutto, tutto quanto di più stantìo la Vulgata Comune propone sull’argomento è stato detto nel “più grande spettacolo dopo il week-end”. Dimenticavo, il tutto condito da quell’aria di filantropico, buon professore delle medie, quello che (lui sì) può aprire gli occhi ai nostri figli! E’ triste. Ma se vuoi uno share da record, se vuoi veramente fare il “più grande spettacolo dopo il week-end”, ti devi accodare alla cultura dominante, al semplicismo degli slogan, alle battutacce dietro le quali lasci intendere che ci sia chissà quale verità…  Eppure no, non è così.

No. Innanzitutto il sesso non è un gioco, un passatempo, un atto tecnico, ma parte dell’Amore. E l’Amore non è possessività, che spinge ad usare l’altro come uno strumento di soddisfazione delle proprie voglie, ma dono di sé, il dono completo di sé. Non esiste l’Amore fino a un certo punto, esiste l’Amore. Se è “fino a un certo punto” non è Amore, è qualcos’altro. E l’Amore non può essere che fecondo, creativo, perché Dio è fecondo e creativo. Questa dovrebbe essere la base di ogni insegnamento ad un adolescente. Se non parti da lì, da cosa è l’Amore, stai riducendo un suo aspetto meraviglioso, un qualcosa che ti fa partecipe della creazione, collaboratore di Dio, che ti proietta nell’eternità, a un mero atto tecnico. Stai dando via una perla ai porci. Altro che salva-la-vita!

Ma anche volendo sorvolare sull’entusiasmo con cui veniva pronunciata la parola (“pre-ser-va-ti-vo!” Insomma, sembrava voler dire, non avete capito che “è cosa buona”?) e volendo prenderne solo l’aspetto medico, l’utilizzo come “male minore” nella lotta epidemiologica, bisognerebbe spiegare ai poveri telespettatori che è tutt’altro che cristallina l’efficacia del mezzo nell’impedire la diffusione dell’Aids. E’ infatti scientificamente provato che anche il preservativo non garantisce al 100%. Esiste comunque la possibilità del contagio, viste le dimensioni minuscole del virus in rapporto alla porosità del materiale e considerate le possibilità di rottura: 5-10% dicono gli studi. Ora, il paese che ha ottenuto i più grandi risultati nella lotta all’Aids è l’Uganda, dove è stata fatta una grande campagna di informazione mettendo in guardia, soprattutto, da comportamenti sessuali particolarmente esuberanti, con cambio frequente di partner e di partner “a rischio”. Perché? Perché, anche se è vero che la possibilità di rimanere infettati, usando il preservativo, è bassa, è pur vero che se tu, sentendoti sicuro del salva-la-vita, ”rischi la sorte” tutti i giorni, con persone diverse e a rischio, rischia oggi, rischia domani… Alla fine la malattia te la becchi lo stesso (è un po’ come attendere un numero ritardatario al lotto!).

Tutto questo, però, non si adatta alle esigenze di semplificazione di sua maestà lo share… per cui: “Salva-la-vita, pischelli!”, insegnarvi la verità può attendere!


7 commenti finora
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Ben approdato alle densissime spiagge di WordPress! io mi sto ancora ambientando… e sto imparando l’inglese a furia di farmi tradurre le intruzioni tutte rigorosamente in inglese!

Commento di annavercors

Non l’ho visto. Curiosità: l’ha detto Fiorello o un ospite?

Poi: “Ma se vuoi uno share da record, se vuoi veramente fare il “più grande spettacolo dopo il week-end”, ti devi accodare alla cultura dominante, al semplicismo degli slogan, alle battutacce dietro le quali lasci intendere che ci sia chissà quale verità…”

Tutto vero. Sono vere, però, anche un altro paio di cose. Primo, che tra tutti, Fiorello è uno dei migliori anche dal punto di vista “educativo”, perché almeno evita tanti altri eccessi. Secondo, che lo spettacolo è pur sempre spettacolo, cioè intrattenimento, non educazione. Terzo, che quelle presunte “verità” sono ormai talmente radicate nel senso comune, che è molto più facile far ridere assecondandole, mentre per fare ridere dicendo il contrario occorrerebbe un vero genio di un genere tipo “varietà cattolico”. Esiste?

Commento di vincenzillo

L’ha detto Fiorello, proprio lui… Il tono, comunque, era quello dell’educatore. E questo è preoccupante.

Commento di Topenz

Forse c’è da dire una cosa, per quanto presentare il profilattico come l’unica soluzione sia superficiale non è certo negandone l’effettiva e dimostrata utilità per la prevenzione che si risolve qualcosa, il 5-10% non è la possibilità di contagio, ma la possibilità statistica che usato senza precauzione possa rompersi o sfilarsi, esiste una statistica effettuata nel Nevada, in cui ci sono 6000 prostitute sotto controllo medico statale che in 8 anni nonostante l’attività sessuale ovviamente molto promiscua e quindi teoricamente a rischio non hanno registrato neanche un caso di contagio.
Senza dubbio l’educazione e la cultura sono importantissime, ma allora a rigor di logica i paesi che hanno ottenuto il miglior risultato sono i paesi islmici del nordafrica, con una percentuale di sieropositivi dell’0,1% contro il 6,5% dell’Uganda….
Il discorso comunque è che certi argomenti vanno usati a ragion veduta, altrimenti si passa da una semplificazione all’altra e poi si finsce nell’indifferenza e nel relativismo più totale, la promiscuità sessuale e l’istinto riproduttivo sono ineliminabili, se non in uno stato etico ( come quelli islamici ) quindi se dici ” intanto il preservativo non serve a niente” la possibilità che chi ti ascolta invece di vivere castamente semplicemente pensi che allora tanto vale avere rapporti non protetti, che sono anche più divertenti, è questo che si vuole?

Commento di Pietro

Pietro, tu devi vedere il “senso” del discorso. Che se tu declami l’assoluta bellezza, utilità ecc. del preservativo (“usalo e fa quello che vuoi!”, insomma) stai spingendo proprio a vivere le cosiddette “situazioni a rischio”, sempre e comunque, sempre più spesso, tanto…

Il 5, il 10 o il 2% di contagio, allora, non cambia il senso del discorso che è “mettere ordine nella morale sessuale”, prima di tutto, non attraverso il moralismo di uno stato etico, ma attraverso l’educazione cristiana impartita dalla famiglia, che parla al cuore della persona. Partendo dal positivo, cioè da “che cosa è l’amore cristiano”.

Commento di Topenz

Sinceramente ho enormi dubbi che descrivere il preservativo come inutile nella prevezione delle malattie abbia come effetto “mettere ordine nella morale sessuale”, la mia opinione è che sia l’esaltazione del preservativo sia la sua demonizzazione come responsabile di un presunto aumento della promiscuità sessuale sono posizioni irreali.
La promiscuità sessuale è un comportamento che ha radici culturali e biologiche ben più forti di quanto possa essere l’ effetto dell’uso o meno del preservativo.
Quindi finchè non riesci a cambiare i comportamenti delle persone chi non usa il preservativo rischia di più, che poi dal punto di vista della religione cristiana un anima in paradiso sia preferibile ad un peccatore in buona salute ( ne sono certo, da ragazzo facevo il catechista e ho buone basi ) è tuttaltro discorso.
Per chi non crede più molto alla chiesa cattolica è molto meglio un milione di peccatori in buona salute che un singolo sieropositivo in più…..

Commento di Pietro

“Sia l’esaltazione sia la demonizzazione…”. Trovo condivisibile quello che dici. Infatti anche io parlavo di “male minore” e non di una cosa totalmente inutile. Si tratta però di essere chiari su tutti i pro e i contro.

Per il resto è proprio come dici: “Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna” (Mc 9,47). Questa, ovviamente, è anche la mia prospettiva.

Tu auguro buon Natale. Vieni a trovarmi quando vuoi.

Commento di Topenz




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