il blog di Topenz


LI INVIO’ A DUE A DUE AVANTI A SE’…
ottobre 31, 2017, 5:06 pm
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Accolgo qui il bel resoconto del fratello Pasquale sull’esperienza fatta…

L’esperienza della Missione

pasqualetroisi di Pasquale Troisi

219.dueadueLo scorso settembre ho preso parte alle giornate di missione attuate dal Cammino Neocatecumenale. Dopo una convivenza (ritiro spirituale) preparatoria di tre giorni ad Avellino, animata dalla equipe responsabile della Campania e Molise, siamo stati inviati due a due presso varie città di queste regioni, proprio come si legge nella pagina del Vangelo nella quale Gesù invia i settantadue discepoli (cfr Lc 10,1-16). I missionari erano inviati in coppie dello stesso sesso, che venivano formate tramite sorteggio e anche la città di destinazione veniva scelta nello stesso modo. Io sono stato associato a un fratello giovane di Salerno, Daniele, che non conoscevo né avevo mai visto. Il Signore ha voluto mandarci a San Giorgio a Cremano.

Inviati con il rito dell’imposizione delle mani da parte dei sacerdoti presenti alla convivenza, ci siamo immediatamente diretti verso la città assegnataci. Come raccomandato dai catechisti siamo partiti da Avellino senza danaro né cellulare, per essere fedeli a quanto raccomanda Gesù nel Vangelo: “Non portate borsa, nè bisaccia, né calzari…”. In tasca solo il danaro necessario ad acquistare i biglietti di andata e ritorno Avellino-San Giorgio a Cremano. Quello che è avanzato, appena giunti a San Giorgio, lo abbiamo messo nella cassetta delle offerte per i poveri nella prima parrocchia incontrata. Con noi avevamo solo gli indumenti intimi e i documenti di riconoscimento. Abbiamo indossato lo stesso pantalone e maglietta per tutti i sette giorni della missione.

Come ci era stato raccomandato dai catechisti, la prima cosa fatta è stata recitare una preghiera di esorcismo contro i demoni che popolano quella città. Non avevamo idea di cosa avremmo mangiato, né dove avremmo dormito, ma in quel momento non ci pensavamo. Ci sentivamo completamente abbandonati alla Provvidenza. Non conoscevamo nessuno a San Giorgio. Ci era stato detto di un convento di Padri Camilliani, ma il convento era stato chiuso qualche mese prima per mancanza di vocazioni e quindi… niente ospitalità! Non ci siamo però scoraggiati e abbiamo continuato a cercare. Così ci siamo rivolti ad un ostello per immigrati, ma nemmeno lì ci hanno accettati. Su loro indicazione, però, abbiamo bussato ad un convento di suore poco distante. Era il convento delle Suore Adoratrici Crocifisse dell’Eucarestia.

Ci siamo presentati e abbiamo chiesto ospitalità e qualcosa da mangiare. La suora però, parlando da dietro ad una grata, ci ha detto che non potevamo entrare dato che era un Istituto Religioso Femminile. Le ho chiesto allora: “Almeno ci dia un bicchiere d’acqua…”. E proprio a quel punto Daniele, che aveva ascoltato la nostra conversazione in silenzio, si è rivolto alla sorella dicendo: “Suor Antonella, non vi ricordate di me? Sono Daniele!”. Dopo qualche esitazione, la suora lo riconosce e dice: “Daniele! Come ti sei fatto grande!”. Incredibile! La suora era stata nel paese di Daniele e lo conosceva da quando era bambino. In questo noi abbiamo visto un chiaro intervento della Provvidenza. Daniele non sapeva che Suor Antonella fosse in quel convento né la suora sapeva che avremmo bussato. Così ci hanno fatto entrare dandoci da mangiare… e abbiamo potuto pranzare da loro per tutti i sette giorni di missione!

Mi ha impressionato la reazione della Superiora di quel convento, che ha voluto parlarci e si è impegnata al massimo per trovarci una collocazione per la notte, telefonando a tanti sacerdoti, anche se inutilmente. Quando le abbiamo detto che stavamo facendo la missione senza bisaccia, nè sandali, cioè che non avevamo nulla, ha detto: “Dei laici che fanno questo? Avete fatto come S. Francesco? Avete preso il Vangelo alla lettera? Oddio, siamo alla fine dei tempi!”.

Pur avendo la certezza almeno del pranzo e della colazione restava il problema di dove trascorrere la notte. E qui il Signore ci ha iniziato a provare un po’… Abbiamo iniziato a chiedere ai parroci (a San Giorgio ce ne sono sei). Il primo è stato freddo e ci ha chiesto chi fossimo e se avessimo un mandato del Vescovo. Abbiamo risposto che non avevamo alcun mandato scritto e che, essendo battezzati, pensavamo di non aver bisogno di nessuna autorizzazione. Questo parroco ci ha detto che riteneva la nostra opera inutile se non dannosa, al che noi non abbiamo insistito in questa conversazione e gli abbiamo chiesto solo ospitalità. Anche lui ci ha risposto che non poteva. Ci ha chiesto però di andare insieme davanti all’altare per pregare, lo abbiamo fatto e gli abbiamo chiesto di benedirci, cosa che lui ha fatto e così lo abbiamo lasciato.

Ci siamo preparati quindi a trascorrere la nostra prima notte per strada, in Piazza Massimo Troisi, su due scomodissime panchine di marmo. Nel cuore di quella interminabile e umidissima notte non sono mancati curiosi che ci chiedevano chi fossimo e cosa stessimo facendo lì. Abbiamo poi realizzato di essere capitati in prossimità di una piazza di spaccio di stupefacenti…

Finalmente mattina! Ci siamo messi all’opera e abbiamo cominciato a bussare alle porte dicendo che eravamo dei missionari e che annunciavamo la Buona Notizia. Tante porte in faccia, tanti rifiuti, qualcuno ci ha cacciati in malo modo. Erano comprensibilmente spaventati da noi. Ad un certo punto ci ha fermato la Polizia, ma dopo averci identificati ci ha lasciato andare. Pochi hanno accettato il nostro annuncio, tra questi atei, appartenenti ad altre religioni, poveri e sofferenti. Una signora, con il marito malato e sofferente, ci ha fatto entrare. Abbiamo pregato per lui, confidando nelle parole che il Signore pronunciò mandando i settantadue discepoli: “Curate i malati che vi si trovano e dite: Si è avvicinato il Regno di Dio!”.

Nei giorni successivi ci siamo presentati a tutti i parroci di San Giorgio. In verità nessuno di essi ci ha accolto entusiasticamente anzi, uno è arrivato a intimarci di non annunciare la Buona Notizia nella sua parrocchia. Un pomeriggio abbiamo incontrato un sacerdote e gli abbiamo chiesto ospitalità. Ci ha risposto che non poteva aiutarci, che non era il parroco e che nella sua struttura c’erano seri problemi… Avevamo incontrato molta ostilità nel paese e, quindi, gli chiesi spiegazioni. Mi diede una risposta sorprendente: ”Non meravigliarti, anche Sant’Alfonso Maria De’ Liguori incontrò la stessa ostilità in questa città…”. Le altre notti le abbiamo passate sulle panchine dell’aiuola di una pompa di benzina, nei pressi dell’uscita dell’autostrada.

Tra le cose più belle c’è stata la preghiera, la nostra forza! Ogni giorno recitavamo tutta la Liturgia delle Ore, il Rosario, la coroncina della Divina Misericordia, oltre alla partecipazione quotidiana alla Santa Messa. Questo ci ha messo una grande serenità nel cuore.

Al quarto giorno di missione cominciavamo a sentire la stanchezza derivante dal dormire poco e all’esterno. Pregammo di trovare ospitalità per i giorni che restavano e ci rimettemmo in cammino per evangelizzare porta a porta. Nel vagare, allora, abbiamo visto una porta che aveva due rami di palma. Dato che questo è il segno di persone appartenenti al Cammino Neocatecumenale che hanno fatto la professione pubblica di fede, Daniele dice: “Ecco un fratello del Cammino!”. Ero scettico, ma comunque bussammo e ci aprì un giovane confermando di essere del Cammino. Anche in questo abbiamo visto un intervento della Provvidenza. Il fratello ci trovò da dormire a casa di una sorella nella vicina Portici. Era una vedova che viveva da sola. Mi è venuta in mente allora la vedova di Sarepta che accolse e sfamò il profeta Elia. Il mattino dopo ci siamo congedati da lei, lasciandola in lacrime e commossa. Anche lei si preparava ad una missione presso un seminario Redemptoris Mater in Francia.

Siamo tornati quindi a San Giorgio per continuare l’evangelizzazione e negli ultimi giorni almeno abbiamo trovato ospitalità presso la famiglia del Cammino. La missione è durata ancora per altri tre giorni. Abbiamo sperimentato ancora rifiuti. L’ultimo giorno, poco prima di partire, una famiglia ci ha accolti, toccata forse dallo stato in cui eravamo. Ci ha fatto entrare in casa e gli abbiamo annunciato la Buona Notizia, il Kerigma. C’era, in quella casa, una donna molto amareggiata nei confronti della Chiesa, da cui per qualche motivo si era allontanata. Bene, abbiamo lasciato quella donna con lo sguardo meno solcato dalla rabbia. E siamo tornati ad Avellino per condividere la nostra esperienza con i fratelli.

Questa esperienza mi ha insegnato che si evangelizza solo portando la croce di Cristo con gioia. La scomodità, il non avere un letto dove dormire, la fame, il rifiuto, l’essere cacciati… Tutto questo salva le persone, perché anche Cristo ha ricevuto lo stesso trattamento. L’umanità è stata salvata da Cristo attraverso la croce e la sofferenza. Non si può pensare di evangelizzare nella comodità senza rischiare mai nulla. Poi mi ha insegnato a superare le paure e a confidare nella Provvidenza. Nei fatti che ho vissuto ho sperimentato come Dio ci precede, ci accompagna e ci segue.

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ottobre 27, 2017, 11:06 am
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216.libri

CRISTIANESIMO

Sulla Roccia. Il campo di battaglia non lo abbiamo scelto noi. E’ il Signore che ha affidato ad ogni cristiano un pezzo di trincea da presidiare. Nella storia concreta di ciascuno di noi, nella sua famiglia, tra i suoi cari, sul posto di lavoro, nel fango dei nostri peccati, dei nostri sentimenti, delle nostre infedeltà, di tutto quello che ancora non capiamo. Lì combattiamo con le armi che il Signore stesso ci ha dato, con la preghiera e con il soffio dello Spirito Santo, che ci soccorre quando tutto sembra perduto e ci mostra la Via. Questa raccolta parte dai 10 Comandamenti, che sono la Roccia su cui mettere le fondamenta di ogni costruzione, e cerca di rispondere brevemente ai luoghi comuni su Dio e sulla Chiesa che siamo costretti a subire ogni giorno. Sperando che possa essere spunto utile a qualcuno per sostenere il dialogo di ogni giorno con atei, agnostici, cristiani confusi (2016, 154 pgg., stampa € 5,49). http://www.lulu.com/shop/vincenzo-topa/sulla-roccia/paperback/product-22784687.html  

Lazzaro, vieni fuori!: Sei tu che sei nascosto e vivi in ogni personaggio del Vangelo! Questa raccolta di articoli, apparsi sulla rivista “Spiritus Domini” -mensile dei religiosi Vocazionisti-, è un aiuto a entrare in una lettura esistenziale del Vangelo, uno spunto perché tu stesso possa iniziare a contemplare il mistero della tua vita. (2012, 138 pgg., stampa € 5,01). http://www.lulu.com/shop/vincenzo-topa/lazzaro-vieni-fuori/paperback/product-20605168.html  

Cantiamo al Signor! I cantici nella Scrittura: Dopo la meditazione dei salmi, ecco i cantici della Scrittura. Israele, fin dalle origini, ha praticato la poesia lirica sotto tutte le forme. A differenza dei salmi, che furono raccolti in un unico libro (“Tehillim”, che significa Innario), i cantici si ritrovano sparsi un po’ in tutta la Scrittura, a partire dai libri storici, come il Cantico di Mosè nell’Esodo, fino a giungere ai cantici del Nuovo Testamento, dal Magnificat agli inni Paolini. Per chi si accosta alla preghiera quotidiana della Liturgia delle Ore i cantici, incastonati tra i salmi, costituiscono uno spunto in grado veramente di orientare la giornata a Dio. “Cantiamo al Signor!”, allora, cantiamo al Signore che ha mirabilmente trionfato precipitando nel mare cavalli e cavalieri, tutti i nostri nemici (2009, 100 pgg., stampa € 4,25). http://www.lulu.com/shop/vincenzo-topa/cantiamo-al-signor-i-cantici-nella-scrittura/paperback/product-20464636.html  

Un cantore medita i salmi: Raccolta ormai “storica” di articoli apparsi sulla omonima rubrica della rivista Spiritus Domini, mensile di spiritualità dei religiosi Vocazionisti. Più che un approccio scolastico vi si propongono degli spunti, di sprone al lettore che lo volesse, perché sia lui a entrare davvero, guidato dallo Spirito Santo, nella Verità di questo libro della Sacra Scrittura. Ogni salmo, infatti, è un canto che contiene tanta vita concreta da non poter essere certo racchiuso in una paginetta, né tantomeno in un libro. E’ una preghiera che aspetta di diventare carne, vita, in ciascuno di noi, perché ogni salmo si è perfettamente compiuto in Cristo e attende di compiersi nella Chiesa e in ogni cristiano (2007, 228 pgg., stampa € 6,81). http://www.lulu.com/shop/vincenzo-topa/un-cantore-medita-i-salmi/paperback/product-20464728.html  

217.libriFAMIGLIA

Bambini. Due anni di quadretti di famiglia: Questo libricino raccoglie gli episodi familiari più carini di due anni ormai passati. L’attore principale è quasi sempre lui, Vlad, mio figlio. Ma dopo un po’, con l’arrivo in affido, saltuario, di Colia, i “quadretti” si moltiplicarono, alcuni diventando anche spassosi. Così li raccolsi, come ricordo da condividere oggi con una punta di nostalgia. Caro lettore, tra un sorriso e uno spunto di riflessione, spero possa aleggiare su di te uno spirito di quiete e riposo, quello spirito che porta a contemplare le bellezze nascoste in ogni particolare, anche quello ritenuto più insignificante, della nostra giornata. Se guardi da questo punto di vista, nell’insieme, tutti questi piccoli quadretti apparentemente distinti… ecco, potrai forse intuire l’immenso affresco che li comprende e li trascende: l’Amore, che si manifesta nella vita di ognuno di noi. L’amore paterno di Dio (2008, 106 pgg., stampa € 5,40). http://www.lulu.com/shop/vincenzo-topa/bambini/paperback/product-13841101.html  

Ecco Io sono con voi tutti i giorni. Diario di S.Pietroburgo (€ 5,99): La storia di un’adozione viene qui rivissuta attraverso le e-mail intercorse con la famiglia e gli amici nel “periodo russo” di permanenza a San Pietroburgo. Così, in un linguaggio semplice e colorito di venature napoletane, si specchiano gli affetti di una famiglia e di una comunità allargata. A volte è proprio dai piccoli particolari che traspare la grandezza misteriosa dell’amore di Dio (2006, 80 pgg., € 5,40). http://www.lulu.com/shop/vincenzo-topa/ecco-io-sono-con-voi-tutti-i-giorni-il-diario-di-spietroburgo/paperback/product-5400050.html    

218.libriNAPOLETANITA’

Tutti pazzi per lui! 50 anni di calcio a Napoli: La napoletanità è una categoria dello spirito fin troppo abusata da giornalisti, scrittori, intellettuali… Essendo uno spirito, però, appare difficile, se non impossibile descriverla utilizzando il mezzo limitato della parola. La devi vivere, se la vuoi comprendere, e poi, in ogni caso, difficilmente riuscirai a comunicarla veramente, pienamente agli altri. Radici troppo profonde e intricate, che affondano in secoli di storia, la alimentano; mentre sfumature impercettibili, eppure decisive per determinare la bellezza del quadro, sono riservate solo a chi, conoscendo quella lingua meravigliosa che è il napoletano, può apprezzarne davvero la ricchezza espressiva. Lasciata quindi ogni velleità letteraria agli intellettuali dei salotti alla moda, mi soffermo qui su un piccolo aspetto della napoletanità dell’era moderna: l’amore per la squadra di calcio: ‘o Napule. 100 pagine divertenti e commoventi (2010, 94 pgg., scontato € 5,59). http://www.lulu.com/shop/vincenzo-topa/tutti-pazzi-per-lui/paperback/product-20469087.html  

Canzone Napolitana. Testi e accordi per chitarra (€ 12,99): Per appassionati e chitarristi provetti. Raccolta di testi e accordi di 60 famose canzoni napoletane comprese tra il 1500 e il 1999. Le cover delle canzoni, eseguite in diretta e utilizzabili come tutorial, sono raccolte nel canale Topenz di YouTube (2017, stampa € 12,99). http://www.lulu.com/shop/vincenzo-topa/canzone-napolitana-testi-e-accordi/paperback/product-23297421.html  



JE SUIS MÉDIÉVAL: 2. I bambini sono maschi, le bambine femmine
ottobre 23, 2017, 10:25 am
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215.bus della libertà

Je suis médiéval. E credo che maschio e femmina siamo stati creati da Dio con pari dignità, ma diversi nel fisico, nel cervello, nei modi di fare, e complementari nella tensione ad accogliersi, ad amarsi, a ricevere il dono dei figli e ad educarli.

Je suis médiéval. Per questo considero la famiglia naturale, formata da padre, madre e -se Dio vuole- figli, come istituzione pre-giuridica all’interno della quale l’uomo impara a crescere nell’amore e a far fruttare i doni naturali e spirituali che ha ricevuto venendo al mondo, per il bene della società. Credo nel diritto dei genitori a educare liberamente i propri figli e mi batterò contro ogni forma di indottrinamento scolastico da stato etico e dittatoriale.

Je suis médiéval. E credo nel diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà, perché possa avere uno sviluppo psicologico sano ed equilibrato. Credo anche che questo diritto, nel caso malaugurato di perdita dei genitori, possa essere ripristinato solo attraverso l’adozione da parte di un papà e una mamma generosi. Aborrisco il solo pensiero che si possa riconoscere -contro la realtà- una coppia di papà o di mamme (questo chissà per quanto tempo ancora sarò libero di dirlo -su FB già non più-…).

Je suis médiéval. Eppure non ho niente contro chi decide di vivere assecondando le sue pulsioni omosessuali. Sono però contro la promozione dell’omosessualità o –peggio- del transgenderismo, soprattutto quando è esercitata su bambini in una fase evolutiva e fragile del loro sviluppo.

Je suis médiéval. Aborrisco la possibilità di comprare bambini dai poveri della terra attraverso l’utero in affitto o anche solo di farseli (ammesso che sia vero) regalare. Si comprano e si regalano gli schiavi, non gli esseri umani! Ritengo questa pratica un crimine contro l’umanità.

Je suis médiéval e… -udite udite!- mi piace veder giocare i bambini coi soldatini e le bambine con le bambole. E qualche volta giocare insieme a marito e moglie. Bene. E ora chiamatemi pure stereotipo, idolatri di tutti gli stereotipi del Nuovo Ordine Mondiale! Libertà.



JE SUIS MÉDIÉVAL: 1. Profughi, cittadinanza e accoglienza…
ottobre 21, 2017, 10:54 am
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214.medievale3Je suis médiéval. Eppure credo che ogni persona, uomo o donna, sia intangibile nella sua dignità di essere umano. A qualunque famiglia, popolo, lingua, tribù o nazione appartenga. Non credo quindi che una cittadinanza valga più di un’altra, né che sia necessario, per acquisire diritti, rinunciare alle proprie radici e al proprio sangue. Sono, quindi, per lo jus sanguinis, che è stampato nelle sembianze di chi viene al mondo somigliando -per natura- a suo padre e sua madre, eventualmente temperato da una scelta alla maggiore età.

Je suis médiéval. Quindi penso che l’ospitalità sia un dovere morale degli uomini e degli stati, perché accogliendo l’ospite si accolgono Cristo e i suoi angeli. Credo però anche nella profonda differenza che c’è tra ospite e invasore. Di conseguenza ritengo necessario che lo Stato si adoperi perché l’accoglienza sia esercitata con intelligenza e non venga mai meno la difesa dei propri cittadini dai soprusi di chi non si comporta da ospite ma da invasore, pretendendo di comandare in casa d’altri.

Je suis médiéval. E credo nel diritto universale a nascere, perché la prima accoglienza, inderogabile, è quella di una nuova vita umana: sacra, unica e irripetibile. Se non si accoglie la carne della propria carne, in realtà, non si accoglie nessuno e non si partecipa alla creazione divina, che è buona anch’essa per natura. Je suis médiéval, e mi piacciono le famiglie numerose, perché “dono del Signore sono i figli”, per i genitori (anche quando non lo capiamo) e per l’intera società.

Je suis médiéval. E chino la testa davanti al Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe che mi ha creato, al Suo figlio Gesù Cristo che mi ha redento e allo Spirito Santo che mi vuole santificare nell’amore del Padre e del Figlio.

Je suis mediévél… “ Sapevatelo! ”. Libertà.



I RAPPORTI PRE-MATRIMONIALI TRA FIDANZATI
ottobre 10, 2017, 4:23 pm
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212.castita prematrimonialeNel matrimonio, che è un progetto globale di vita, l’atto sessuale esprime in pienezza il completo donarsi del marito alla moglie e della moglie al marito, la reciproca conoscenza profonda e la corresponsabilità nell’accettazione, piena di gratitudine, di uno dei doni più grandi che Dio possa fare all’uomo: i figli. Il fatto che l’uomo e la donna, all’interno di un patto stabile, diventino una sola carne, investe tutti gli aspetti della vita. La vita matrimoniale è infatti comunione e fecondità, tanto spirituale che carnale. Per questo i due aspetti dell’atto sessuale, quello unitivo e quello procreativo, sono inscindibili nel matrimonio cristiano.

Dio non vieta il sesso prima del matrimonio per privarci di un piacere o perché non ci ama o perché è invidioso della nostra felicità… Piuttosto lo fa per il nostro bene, per proteggerci ed invitarci a non prendere strade pericolose. Così ci protegge, ad esempio, dalla possibilità di contrarre malattie trasmissibili sessualmente, o da gravidanze indesiderate e alle quali non siamo ancora preparati, non avendo completato il nostro cammino verso la fiducia reciproca e la responsabilità… gravidanze che poi possono portare al baratro, arrivando fino all’eliminazione di un innocente con l’aborto. In poche parole, Dio non vuole i rapporti al di fuori del matrimonio perché vuole formare la sua casa -la famiglia- sulla roccia. Nel suo immenso amore vuole proteggere le persone coinvolte e la loro relazione. In che senso? Ogni cosa ha il suo momento e la scoperta dell’altro e il relazionarsi con lui sono un percorso graduale. Cominciare dalla fine, per certi versi, falsa la prospettiva e crea un disturbo serio nell’opera di discernimento che è propria del fidanzamento.

D’altra parte oggi si arriva ad insegnare nelle scuole il sesso sicuro, cioè la tecnicizzazione del sesso, completamente svincolato dall’affettività e dalla responsabilità, per cui sono sdoganati come “cosa buona” non solo i rapporti tra fidanzati, ma addirittura i rapporti occasionali! Le difficoltà a resistere a questo bombardamento mediatico in corso da decenni e fatto di sceneggiati, programmi televisivi, insegnamenti impartiti già dalla scuola dell’obbligo, sono pertanto sicuramente enormi.  Così la maggioranza delle persone, oggi, pensa che il sesso prima del matrimonio non sia sbagliato “se ci si ama”… Ma il problema di quel “se ci si ama” è che i fidanzati non possono veramente sapere se si amano! A ben vedere è un controsenso parlare di rapporti pre-matrimoniali, perché il fidanzamento è per definizione periodo di prova e non è affatto detto che debba sfociare nel matrimonio. I fidanzati cristiani sono invece chiamati a crescere gradualmente nella intimità, riservando l’espressione fisica più completa alla pienezza e stabilità del patto, rispettandosi a vicenda e custodendo, anche se con fatica, la propria intimità per l’altro. In qualche modo il rispetto e la fiducia reciproca, che sono aspetti dell’Amore, si edificano sulla lotta dell’autocontrollo.

E allora, cosa sono chiamati a rispondere i fidanzati cristiani alla contro-catechesi del mondo?

Innanzitutto che la sfera della sessualità è legata alla fedeltà e alla responsabilità. Per questo è connessa all’istituto del matrimonio. La sessualità è importantissima, tanto che ad essa è affidata la trasmissione della vita. Se non tieni in tale considerazione il sesso, tanto da aspettare l’impegno del matrimonio, come puoi fidarti dell’altro? A volte si sente: “… me lo ha chiesto come prova di amore!”. Bene, se ti amasse davvero saprebbe aspettare e rispettare i tuoi tempi! Oppure ci si scusa con “…ma tanto ci sposeremo”. Risposta presuntuosa che lascia una domanda irrisolta: se uno cade nella tentazione prima del matrimonio, cosa gli impedisce di cadere nella stessa trappola dopo sposato? E se poi non ti sposi? A quel punto i rapporti con il precedente fidanzato avranno già intaccato la intimità da costruire con l’eventuale futuro sposo! Chi ha avuto rapporti prima del matrimonio, con partner diversi, dovrà sempre affrontare veri o presunti confronti con “ex amanti”…

Possiamo allora concludere che il sesso è cosa buona, evidentemente, poiché l’ha creato Dio e gli ha affidato la trasmissione della vita! Ma perché resti buono bisogna seguire la guida di Dio, conservandolo per il momento adatto, cioè il matrimonio. E se già siete caduti, giovani lettori, è il momento di intraprendere la strada stretta, evitando situazioni che potrebbero presentare tentazioni troppo forti, per non danneggiare ulteriormente la vostra intimità con Dio e con il coniuge potenziale. Mantenetevi puri da questo momento in poi, come disse Gesù all’adultera: “Va’ e non peccare più!” (Gv 8, 11).



I BAMBINI SONO MASCHI E LE BAMBINE SONO FEMMINE – LA LIBERTA’ SECONDO DE.MA.
settembre 30, 2017, 10:13 am
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Perché il bus della libertà non può sostare, ma i Gay Pride possono essere patrocinati. Ecco lo svolgimento del temino da parte del sindaco e dei suoi nipotini (citazioni in corsivo) e le mie osservazioni:

Dietro parole come famiglia, libertà e lotta a una presunta ideologia gender…
tanto presunta che il Ministro Fedeli dichiarò già due anni fa che era già stata introdotta nella scuola (si chiami studi gender o ideologia gender, poco cambia…) (1).

attuata attraverso una propaganda martellante e profusione di mezzi
“Superior stabat lupus longeque inferior agnus”, chi può capire capisca… soldi propri, a differenza di tutti quelli spesi per il patrocinio ai Gay Pride, che erano soldi di tutti.

si nasconde una ideologia reazionaria e omofoba che in modo retrivo mette in discussione le libertà civili raggiunte nel nostro paese.
Il modo retrivo è ricordare semplicemente che “i bambini sono maschi e le bambine sono femmine”? La realtà nega la libertà civile di qualcuno? Forse quella di una fantomatica schiera di bambini trans?

Siamo certi che Napoli, città libera e solidale, il suo sindaco, la sua amministrazione e suoi cittadini, le sue forze civili e sociali respingeranno con forza la propaganda dell’odio e dell’esclusione.
Metodo tipicamente stalinista, mettere in bocca agli altri quello che si vorrebbe dicessero e partire quindi con i soliti slogan, in automatico…

Il movimento Dema esprime la sua assoluta contrarietà e la sua preoccupazione per questa propaganda disinformativa…
Articolo 33 della Costituzione Italiana: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Che i bambini sono maschi e le bambine femmine non è un’idea, un’opinione. E’ realtà, scienza.

e invita i cittadini a manifestare il proprio dissenso
Impariamo a leggere tra le righe qual è la demokrazia di questi signori. Questa è una chiamata esplicita a rapporto per gli squadristi dei centri sociali, i veri Fascisti del Terzo Millennio. Vi immaginate cosa succederebbe se qualche sindaco invitasse a manifestare il dissenso a un Gay Pride?

… contro questo preoccupante attacco ai diritti civili, esprimendo al contempo solidarietà e appoggio a quanti si sentano feriti da questa odiosa campagna.
Quindi nel caso specifico il diritto “civile” è che si riconosca la possibilità di cambiare sesso a dei bambini. Questo significa non tenere conto che si trovano in un’età evolutiva, sottoporli alla violenza di veri e propri bombardamenti ormonali, per bloccarne prima la pubertà e poi reindirizzarla, e ad interventi di plastica sugli organi genitali… Stiamo cioé parlando di sperimentazione “mengheliana” su bambini (2)!

melgibson

Una sola risposta a queste farneticazioni: Libertà. A casa vostra siete liberi di dire tutto quello che volete ai vostri figli. A scuola no. Libertà di educazione per i nostri figli. Mo basta.

GIU’ LE MANI DAI BAMBINI.

Note:
(1) http://www.intelligonews.it/cosa-bolle-in-pentola/articoli/30-settembre-2015/31074/l-educazione-gender-e-gia-nella-buona-scuola-giannini-denuncera-fedeli/
(2) http://www.interris.it/2015/12/17/80883/posizione-in-primo-piano/schiaffog/follia-trans-a-tre-anni.htmlhttps://compassionindying.org.uk/trustees/



LA PORNOGRAFIA, UN FIUME SOTTERRANEO CHE DISTRUGGE IL MATRIMONIO
settembre 12, 2017, 5:33 pm
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206.pornografiaLa pornografia è al giorno d’oggi quasi un dato di fatto della nostra società. Sono ormai la stragrande maggioranza coloro che la ritengono una forma innocua di intrattenimento che non danneggia nessuno. Si tratta d’altra parte di un business che viene sostenuto dai mezzi di comunicazione di massa e che, nell’era di internet e dei telefonini, è ormai anche a buon mercato e alla portata di tutti, grandi e piccini. Attenzione! Il diavolo ormai ci ha convinti che non c’è niente di male e che non si fa male a nessuno… Ma non è vero! La pornografia distrugge l’amore e danneggia chiunque sia coinvolto. Ecco in che modo.

Si deve premettere che i sensi dell’uomo sono delle porte attraverso le quali il mondo, con tutto ciò che di bene e di male offre, influenza la nostra vita spirituale, quella dell’anima. E il primo senso è certamente la vista. Le immagini che entrano nel nostro cervello non sono affatto “neutre”, ma influenzano il nostro io profondo, provocando gioie, paure, pulsioni, veri e propri sommovimenti interiori. Il nostro spirito è così profondo che spesso noi nemmeno ci rendiamo conto di quanto siamo influenzati da ciò che abbiamo visto o provato in passato e da ciò a cui i nostri sensi sono continuamente esposti. Se a questo associamo l’importanza della sessualità per lo sviluppo equilibrato della persona, equilibrato in tutti gli aspetti, da quello relazionale fino a quello erotico, ben si comprende che stiamo parlando di qualcosa che incide sulla base della vita: il rapporto sessuale, la procreazione, la famiglia.

E’ impossibile amare pienamente un’altra persona se si è dipendenti dalla pornografia. La pornografia è, senza dubbio, una delle radici profonde di peccato che più di frequente disgregano il matrimonio e la vita familiare. San Paolo ci spiega che marito e moglie devono vivere sottomessi gli uni agli altri e che i mariti devono amare le mogli come Cristo ha amato la Chiesa, morendo per loro. La pornografia, invece, spinge subdolamente, attraverso i flash delle immagini, a sviluppare una mentalità consumistica e a considerare l’altro solo quale mezzo per arrivare al piacere.

La persona che guarda o utilizza materiale pornografico, quindi, sta in realtà trascinando innumerevoli altri amanti nel letto coniugale, che dovrebbe essere riservato al coniuge, aprendo la porta a un mondo irreale dal quale non può venire niente di positivo. In altre parole si aliena, esce dalla realtà. E dopo, quando trasferisce eventualmente le proprie fantasie sul coniuge, in realtà non sta costruendo niente. Anzi, tutto è finito ancor prima di cominciare! Ovviamente questo vale in entrambi i sensi.

Così sia gli uomini che le donne non riescono più ad amare a causa delle loro fantasie irrealistiche “da impero dei sensi” o da “fotoromanzo”, che tutto sono meno che esempi di amore. La pornografia separa la sessualità dall’amore. Così offre una gratificazione immediata, attraverso ritratti di persone immaginarie piuttosto che di persone reali, per le quali invece, se le amiamo davvero, siamo chiamati al sacrificio generoso, alla costruzione di una relazione, e non ad utilizzarle come oggetti.

La pornografia è quindi veramente un fiume sotterraneo che scava nello spirito delle persone e nelle fondamenta del matrimonio e della famiglia, ferendo tutti. Innanzitutto le donne, che accettano di essere trattate come oggetti e che, spesso, vedono il loro corpo distrutto da malattie fisiche e spirituali (quanti casi di malattie, overdosi, omicidi, suicidi, negli ambienti del porno); ma poi anche chi ne fa uso. A furia di “allenarsi” nella fantasia alle cose più assurde, con le donne più belle, la stessa virilità viene messa a rischio. Si entra in una tale alienazione che una volta messo di fronte ad una donna reale, deluso da lei, l’uomo si annoia e torna al porno, pretendendo sempre nuove emozioni, che poi sono emozioni indotte. Leggevo poco tempo fa che in Europa e negli Stati Uniti non solo la virilità, ma anche la stessa fertilità dei maschi è in caduta libera! Certamente l’uso di materiale pornografico svolge un ruolo in questo.

Infine, gli effetti dannosi della pornografia si estendono oggi anche ai giovani (anzi, purtroppo oggi la sessualizzazione precoce inizia addirittura a interessare i bambini nelle scuole di infanzia). La pornografia abitua i giovani all’opposto dell’amore, nascondendo loro l’immagine di una relazione sana e di quanto sia bello. anche se faticoso, coltivarla. Purtroppo in questo viene meno anche la famiglia, perché spesso siamo di fronte a ciechi (i genitori) che dovrebbero guidare altri ciechi (i figli adolescenti).

Cosa fare allora se si ha un problema con la pornografia? Iniziare il combattimento spirituale per sradicarla, con confessioni sacramentali frequenti, discernimento operato con un santo sacerdote, scelte anche drastiche se necessario (eliminare stampa, tv, computer)! “Se il tuo occhio ti da occasione di peccato, cavalo via e gettalo via da te” (Mt 18,9) ci dice Gesù.